Un minorenne può ereditare? Come funziona l'accettazione dell'eredità per i figli minori
07 settembre 2026

Un minorenne può ereditare? La risposta breve è sì, ma con tutele e regole ben precise stabilite dalla legge.
Il minore di età, non avendo la piena capacità di agire, non può accettare o rinunciare autonomamente a un'eredità. Per proteggere il suo patrimonio e mettarlo al riparo da eventuali debiti del defunto, il legislatore ha previsto un iter procedimentale rigoroso che coinvolge i genitori (o il tutore) e il Giudice Tutelare.
Vediamo nel dettaglio come funziona la procedura e quali sono i passaggi fondamentali.
L’obbligo dell’accettazione con beneficio d’inventario
A differenza degli adulti, che possono accettare un’eredità sia in modo "puro e semplice" sia con "beneficio d’inventario", per i minori la legge prevede un’unica strada: l’accettazione deve avvenire necessariamente con beneficio d’inventario.
La ratio di questa norma è chiara:
In questo modo, il figlio non correrà mai il rischio di rispondere di eventuali debiti del defunto con il proprio patrimonio personale.
Il ruolo dei genitori e l'autorizzazione del Giudice Tutelare
Come si procede in concreto? I genitori (o il genitore superstite, oppure il tutore) non possono decidere in autonomia.
-
Nessuna accettazione tacita: La giurisprudenza ha ribadito più volte che l’accettazione tacita o spontanea da parte dei genitori non produce alcun effetto legale nei confronti del figlio.
-
Il ricorso al Giudice Tutelare: I genitori devono presentare un apposito ricorso al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore per essere autorizzati ad accettare l'eredità con beneficio d'inventario (o per rinunciarvi).
-
Annullabilità degli atti: Qualsiasi accettazione o rinuncia compiuta senza la previa autorizzazione del giudice costituisce un atto eccedente l'ordinaria amministrazione ed è annullabile (art. 322 c.c.).
I risvolti fiscali: la posizione dell'Agenzia delle Entrate
Una volta ottenuta l'autorizzazione ed effettuata la dichiarazione di accettazione con beneficio d'inventario, il minorenne assume a tutti gli effetti la qualità di erede, anche dal punto di vista fiscale.
Di conseguenza, i genitori — in qualità di legali rappresentanti — saranno tenuti a:
Dopo l'accettazione: ordinaria e straordinaria amministrazione
Dopo aver accettato l'eredità, i genitori amministrano i beni pervenuti al figlio. È bene però distinguere i limiti dei loro poteri:
-
Atti di ordinaria amministrazione: Possono essere compiuti liberamente dai genitori senza alcuna autorizzazione.
-
Atti di straordinaria amministrazione: Richiedono sempre una nuova autorizzazione del Giudice Tutelare.
Rientrano tra gli atti di straordinaria amministrazione:
-
La vendita, la costituzione di ipoteca o la dazione in pegno dei beni ereditati;
-
L'accettazione o la rinuncia ad altre eredità o legati;
-
L'accettazione di donazioni;
-
Lo scioglimento di comunioni ereditarie;
-
La stipula di mutui o locazioni ultranovennali;
-
La riscossione di capitali: In questo caso, il Giudice Tutelare non solo deve autorizzare l'incasso, ma stabilisce anche l'impiego più idoneo delle somme nell'interesse esclusivo del minore.
Archivio news